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mercoledì, 26 settembre 2007
Maturi frutti acerbi

Non è una crisi grossa; è una crisi medio-grossa.
Nella media di quelle in cui cado sempre quando torno un po' ingobbita da un convegno.
Poi è anche colpa del precariato, tanto per cambiare.
Io per di più sono un precario gregario.
Tombola.
Il fatto è che la vita da precario - quando non ti abbruttisce del tutto, e cioè nella migliore delle ipotesi - ti fa credere illusoriamente di essere molto giovane, libero e piuttosto irresponsabile anche quando dovresti avere già delle certezze, magari dei vincoli, ma insomma qualche punto fermo.
Invece sei costretto a fare il giovincello mentre vai per i quaranta. E ti illude anche che la scelta che hai fatto - perché una scelta l'hai pur sempre fatta, anche se gli effetti sfuggono al tuo controllo - non sia definitiva, che ci sia sempre una via di fuga.
Invece no.
Perché sai che ormai cambiare, ammesso che sia possibile, sarebbe come tagliarsi le gambe, già macilente.
Però non sei soddisfatto, ti senti insicuro, convivi con ansie e paure, e …
Posso aggrapparmi a un altro libro? Che poi ho capito perché leggo così tanto: perché così scappo.
Allora: il libro a cui mi aggrappo quest'oggi è Come volevasi dimostrare, di Gertrude Stein. La Gertrude di «una rosa è una rosa è una rosa è una rosa», che quindi a dimostrazioni potrebbe sembrare un po' carente, e invece ha scritto una cosa che ha meritato un'orecchia nel racconto Fernhurst, sul (fatidico?) momento in cui si dovrebbe maturare... Ossia quando «raggiungiamo nel ventinovesimo anno il dritto e stretto passaggio della maturità e la vita che era tutta tumulto e confusione si limita e si restringe nella forma e negli scopi e noi barattiamo una grande oscura possibilità per una piccola dura realtà».
Il precario gregario ultratrentenne ha a che fare con la piccola dura realtà, ma non ha eliminato il tumulto e la confusione e vorrebbe pure un'altra possibilità.

BARATTO FALLITO

Postato da: essedikappa a 18:55 | link | commenti (18)


Commenti
#1   26 Settembre 2007 - 23:22
 
La sensazione che l'unica (o, forse, addirittura la migliore) soluzione sia la resa.
Da questo si fugge.
Un abbraccio.
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#2   27 Settembre 2007 - 00:46
 
Oh come hai inquadrato bene la situazione. Questo post avrei potuto scriverlo io (non che sarei stata capace di farlo).
E' bello tornare a leggerti.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ViperaVenerea

#3   27 Settembre 2007 - 08:07
 
io te ne ho date 3 ieri, vedi che amica sono!
utente anonimo

#4   27 Settembre 2007 - 14:32
 
Oftp sì, e non scordare la nostra particolare indulgenza verso le fughe.
Ti abbraccio forte.

Vipera grazie, troppo buona.. Ma del resto se non siamo buoni e delicati tra noi, maturi frutti acerbi, chi lo sarà con noi?

Amica mia grande Elenù, l'amicizia è l'unica dimensione esistenziale in cui non mi sento precaria. Fiuu...
utente anonimo

#5   27 Settembre 2007 - 22:26
 
Come si dice:
meglio partire con una valigia piena di speranze
piuttosto
che arrivare

(la trovi in un libro di Ian Fleming su James Bond, agente 007)
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#6   28 Settembre 2007 - 09:57
 
Io ho finito le oscure possibilità da barattare. Mi sono rimasti dei buoni pasto e un po' di punti vodafone. Spero che almeno due grissini saltino fuori.
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#7   28 Settembre 2007 - 21:19
 
la stein è una fine pensatrice. ma tu precaria di che facoltà sei? e non vieni + + a trovarmi essolina? e che t'ho fatto?
baci skappa
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#8   28 Settembre 2007 - 22:03
 
Eh mi fai pensare a quella volta che ad un convegno, un docente svizzero sui 40-45 disse - e la cosa fece ridere tutti - che non appena metteva piede in Italia si verificava un curioso fenomeno, lui diventava imemdiatamente "un giovane studioso". Da noi è così, secondo me non c'era niente da ridere. Un abbraccio, forza Esse !!!!
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#9   02 Ottobre 2007 - 11:11
 
C'è un bel sole qui a Firenze, proprio il solicino giusto.
Peccato però che è tutto così noioso!
utente anonimo

#10   03 Ottobre 2007 - 22:04
 
Poto (e Poto II soleggiato ma annoiato?) non so mica... mi sa che a un certo punto lo spago che tiene insieme la valigia si rompe e via tutte le speranze spatasciate...

Zoca forse salta fuori anche un velo di prosciutto crudo, forse.

Skappa son del ramo (semisecco) umanistico. Giro poco ma chissà, a presto.

Tenda grazie, anche a me vien poco da ridere. Io GIOVANE studiosa ho la gobba!!
utente anonimo

#11   04 Ottobre 2007 - 15:16
 
Son sicuro che quella gobba - che è anche mia - proprio perché è tua, è carina :)
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#12   05 Ottobre 2007 - 16:22
 
sarà poco consolatorio ma il metodo che adotti per scappare è quello che più mi piace.

Ulteriormente poco consolatorio è forse guardare anche a quelli che han finito di esser precari (...), e accorgersi che sono anch'essi gobbi, di più di più, e insicuri, ansiosi, paurosi con l'aggravante che non nutrono nemmeno l'illusione di essere giovani.
Post bello e disilluso e:
-la Stein è stata una gran donna
e:
chi non legge non sa quel che perde. Come volevasi e dovevasi dimostrare.
;-)

ciao. passim
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#13   05 Ottobre 2007 - 16:23
 
pigra.
baci deh.
skappa
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#14   05 Ottobre 2007 - 17:50
 
Esse, vedi di non farmi incazzare, eh!
(Questa la dico così, per mettetrti in soggezione).

Mi è sempre piaciuto il "Come volevasi dimostrare". Arrivare in fondo a una dimostrazione, quando tutto fila liscio, e riesci a dare una forma logica a ciò che prima coglievi solo con l'intuito, e siglare con un "c.v.d", l'ho sempre trovato di una soddisfazione enorme.

Quella cosa del baratto è un po' che ce l'ho in testa. ma è falsa. Non si baratta nulla, ci si abitua. E ci si adatta. Ad esempio, al fatto che qualsiasi altra scelta ci avrebbe comunque precluso tutte le altre. Precaria o non precaria.

E in più non mi saluti mai. Scema.

Animadigomma
utente anonimo

#15   07 Ottobre 2007 - 22:34
 
Se arrivano risposte come le vostre, vale la pena scrivere un post deprimente ogni tanto, davvero.
Grazie passim, grazie anima, grazie tenda e grazie anche skappa (c'hai preso!).
Ma passim, mi stai dicendo che quando poi ce la si fa non ce la si fa più??
Anima scemo! ti saluto col pensiero io.
utente anonimo

#16   10 Ottobre 2007 - 14:30
 
ehm
più o meno, penso di si. Non lo so.
Stavo per citarti dei versi tristissimi.
Ma non è giornata,
Come ti salta in mente di pormi siffatte domande?
:-)
passim
utente anonimo

#17   12 Ottobre 2007 - 09:05
 
esse...
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#18   10 Maggio 2008 - 17:26
 
...re o non essere. Il solito problema.
utente anonimo

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