Pensierini in libertà...

... e in uguaglianza e fratellanza (il colore dello sfondo e la parola "libertà" non traggano in inganno)

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venerdì, 24 febbraio 2006
Come riciclo il riciclabile

Dopo l'utile poast sul toast ho promesso qualcosa di meno impegnato politicamente quindi oggi illustrerò la mia via al riciclaggio.
Da quando vivo sola riciclo ossessivamente la carta. Anche la plastica e il vetro, ma la carta di più. Lo spreco di carta mi rende triste.
Uso i fogli di qua e di là, e quando proprio non se ne può più far nulla, nemmeno segnalibri, mi arrendo e raccolgo i residui assieme a ogni altro minimo pezzo di carta non più utilizzabile, dallo scontrino al biglietto dell'autobus, dai volantini della conad a quelli della cdl.
Riciclo riciclo, e periodicamente arranco verso la raccolta differenziata. C'è una stazione di taxi lì vicino, e capita di vedere dietro il lunotto facce che mi compatiscono perché son carica come l'albero di natale e mi cade regolarmente qualche giornale dalle braccia. A quel punto mi accorgo di un articolo che mi è sfuggito e leggo un po' infrattata tra i cassonetti. Poi mi cade anche un flacone della candeggina e capisco che è ora di rientrare.
...
Riciclo riciclo, e poi basta un piccolo incidente domestico, tipo una fuga d'olio sul pavimento com'è accaduto poco fa, e allora prendo il rotolo di carta assorbente (riciclata) e lo srotolo in quantità industriali.
Riciclo e srotolo alla ricerca di un impossibile equilibrio.
Mi sa che è più quello che srotolo di quello che riciclo.
Questo dà l'idea del numero di incidenti domestici che si verificano nella mia cucina.
Ma questo spiega anche perché vivo sola.

E' TEMPO DI RICICLARMI

Postato da: essedikappa a 14:13 | link | commenti (16)


Commenti
#1   25 Febbraio 2006 - 09:57
 
Non riclicare anche questi . Li ho rubati. Tu rubi?

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#2   26 Febbraio 2006 - 12:25
 
yuppi!
venerdì ho visto il commento.
ma il tempo ce l'ho ora.

si ricomincia a postare!! :)

per la carta ho un'idea, ma ora non te la dico.
magari ti scrivo.
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#3   26 Febbraio 2006 - 15:51
 
e allora cambia polo.....hahahahahahahah!!!
come va sorella?????
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#4   26 Febbraio 2006 - 16:05
 
è tempo di srotolarti!!
:)
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#5   26 Febbraio 2006 - 22:44
 
mi trovo nelle tue stesse condizioni, ma son felice di riciclare e riciclarmi, è una bellezza!!
baci
skappa
PS ricostruzioni storiche? ti intendi di spionaggio, è per qs che hai capito chi è la Pina veramente???! e le info chi te l'ha passate? sicura non fossero di seconda mano?
riciclate?
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#6   27 Febbraio 2006 - 11:34
 
Quindi ci si ricicla almeno in due...
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#7   27 Febbraio 2006 - 20:32
 
cèma, i volantini della cdl non vanno riciclati, hai capì? si devono brucià, quante volte te lo devo dì? cià...
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#8   28 Febbraio 2006 - 11:29
 
Grazie stanza411, hai azzeccato genere e colore: non ci penso nemmeno a riciclarli! (io non rubo, a volte prendo in prestito)

Estra questa segretezza mi fa temere usi alternativi nella stanza da bagno...

Adonis scherzi?? già faccio fatica a stare dalla parte mia, figurati se passo dalla parte tua!

Oftp :D

Skappa essere una spia era il mio sogno infantile, poi purtroppo sono cresciuta...

Senza quindi?

Ardù non posso bruciarli, però faccio gli scarabocchi sulla faccia di berlusconi prima di riciclarlo: vale?
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#9   28 Febbraio 2006 - 12:25
 
Ah ma sei tornata. Mi sono accorto solo oggi. Evviva!
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#10   28 Febbraio 2006 - 13:22
 
uhauhauha... non era qullo l'utilizzo. :)
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#11   28 Febbraio 2006 - 16:57
 
riciclami tutta
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#12   28 Febbraio 2006 - 18:55
 
Zoca fortuna per l'evviva! sennò dall'incipit avrei detto che...!

Estra e allora rendi nota la tua teoria, dai.

Elena so che ti attira la postazione dei taxi (in effetti ogni tanto c'è qualche bel tipo), quando ti ci porto in braccio ti faccio distrattamente cadere di fronte alla portiera giusta.
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#13   28 Febbraio 2006 - 21:48
 
Io riciclo il vetro e quando vado a buttare i vuoti incontro sempre qualche vicina spocchiosa che mi fissa e pensa: "Alcolizzata!", mentre con aria indifferente mi trrascino un sacco pieno di bottiglie vuote di Moretti e porto un pintone col fondo di vino che sciaguatta sotto il braccio. Di solito alle sette del mattino.
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#14   01 Marzo 2006 - 12:29
 
Che avresti detto dall'incipit? Ma va là, salame. Ero passato un sacco di volte a cercarti!
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#15   01 Marzo 2006 - 18:25
 
ci si ricicla almeno in due.
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#16   25 Aprile 2006 - 13:33
 
Associazione Culturale Liberi di Scegliere

Via Voltolina Meio 30 25124 Brescia Tel 030-2421214 fax, fax 3543696

E-mail: giquarto@tin.it www.liberidiscegliere.org


Appello agli uomini liberi

Ci rivolgiamo a tutti gli uomini liberi, a tutti coloro che non vogliono più subire in silenzio i soprusi, i divieti inutili e la tassazione vessatoria che questo Stato quotidianamente ci obbliga a subire. Lo Stato e la politica devono essere al servizio dei cittadini e derivare da essi la loro legittimazione. Al contrario, oggi, siamo troppo spesso sudditi di politicanti e burocrati che vivono come parassiti sulle spalle dei ceti produttori.

Gli uomini liberi devono alzare la testa e non accettare le intimidazioni di uno Stato che, se non frenato nella sua invadenza nella vita privata, può portarci entro una società totalitaria anche senza che noi ce ne accorgiamo completamente.

Sul mondo del lavoro e nei rapporti economici è stato di fatto quasi abrogato il diritto di contratto, oggi sostituito da una legislazione minuziosa che - in nome del diritto dei più deboli - serve solo gli interessi dei politici e delle corporazioni sindacali. L’Italia è ormai afflitta da una malattia cronica, oppressa da una burocrazia parassitaria che la corrode in ogni sua fibra e spreme oltre misura i propri ceti produttivi, incapace di fare un passo indietro per dare alla nostra economia una nuova spinta capace di avvicinarla alle società più progredite dell’Europa.

Bisogna che la nostra economia diventi moderna, aggressiva, dinamica e flessibile, ma sotto questo aspetto siamo fanalini di coda proprio in quell’Europa in cui i nostri governanti, a torto o a ragione, ci hanno portato.

Siamo oberati da un fisco che sebbene abbia conosciuto leggeri cambiamenti, resta vorace e crudele; siamo tartassati da monopoli malgestiti ed esosi: l’elettricità costa mediamente (secondo i dati dell’International Agency delle Nazioni Unite) il 20% in più che nel resto d’Europa (ed è meglio non fare confronti con gli Stati Uniti), il gas il 40% in più e le comunicazioni il 30% in più (dati Pricewaterhouse Coopers).

Potrà sembrare una barzelletta, ma a Hong Hong la tassazione è davvero del 5%: e questo spiega quanto sia cresciuta quell’economia nel corso degli ultimi decenni.

Ma anche in Europa, mentre da noi si parla sempre di concertazione con sindacati ed associazioni di categoria che rappresentano solo se stesse, Irlanda, Spagna, Inghilterra e Portogallo hanno introdotto regole flessibili che hanno fatto di queste nazioni le nuove “tigri d’Europa”. Ma noi siamo convinti che se le stesse regole fossero applicate da noi questo ruolo sarebbe subito nostro.

Bisogna quindi reagire! E cambiare in fretta: comprendendo che nessuno ci regalerà mai la nostra libertà. Sta a noi conquistarla. Sta a noi alzare la testa di fronte allo Stato e non subire più passivamente arbitrii e sopraffazioni.

Negli Stati Uniti gli imprenditori stanziano ogni anno somme significative per sostenere fondazioni e associazioni liberiste e libertarie, le quali contrastano le tesi stataliste e anti-economiche sfornando studi e ricerche basati su studi solidi e dati inconfutabili. Nei paesi più liberi dell’Occidente gli uomini delle imprese non si limitano a lamentarsi per la propaganda delle tesi illiberali, diffuse abbondantemente dai mass-media: essi si impegnano in prima persona per creare correnti di opinione di segno contrario.

Per questo invitiamo chi ritiene che la libertà d’impresa e di contratto sia un diritto inalienabile della persona a contattare la nostra associazione. Solo aiutando la cultura liberista si potrà cominciare a combattere ad armi pari.

Bisogna sconfiggere le tesi secondo cui lo Stato deve pensare a tutto. È anzi fondamentale che si comprenda l’esigenza di lasciare gli individui sempre più liberi di contrattare, vendere e produrre (perdendo o guadagnando): senza vincoli assurdi e costosi.

Chi ha detto che senza i signori dei partiti e senza lo strapotere monopolistico di una classe politico-burocratica parassitaria non sarebbe possibile vivere in pace lavorando onestamente, coltivando i propri ideali e perseguendo i propri obiettivi nel rispetto di quelli degli altri?

Se sei interessato a questa prospettiva prendi contatto con l’Associazione, un gruppo di uomini liberi che sta elaborando una nuova forma di vita associata: più umana, più efficace nel difendere i diritti dei cittadini, più rispettosa delle libertà individuali.

Chi ritiene di poter dare un contributo per la divulgazione di tesi liberiste e libertarie è allora pregato di mettersi in contatto con noi:

Associazione culturale “Liberi di Scegliere”

Via Voltolina Meio, 30 Brescia
utente anonimo

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