... e in uguaglianza e fratellanza (il colore dello sfondo e la parola "libertà" non traggano in inganno)
Dopo l'utile poast sul toast ho promesso qualcosa di meno impegnato politicamente quindi oggi illustrerò la mia via al riciclaggio.
Da quando vivo sola riciclo ossessivamente la carta. Anche la plastica e il vetro, ma la carta di più. Lo spreco di carta mi rende triste.
Uso i fogli di qua e di là, e quando proprio non se ne può più far nulla, nemmeno segnalibri, mi arrendo e raccolgo i residui assieme a ogni altro minimo pezzo di carta non più utilizzabile, dallo scontrino al biglietto dell'autobus, dai volantini della conad a quelli della cdl.
Riciclo riciclo, e periodicamente arranco verso la raccolta differenziata. C'è una stazione di taxi lì vicino, e capita di vedere dietro il lunotto facce che mi compatiscono perché son carica come l'albero di natale e mi cade regolarmente qualche giornale dalle braccia. A quel punto mi accorgo di un articolo che mi è sfuggito e leggo un po' infrattata tra i cassonetti. Poi mi cade anche un flacone della candeggina e capisco che è ora di rientrare.
...
Riciclo riciclo, e poi basta un piccolo incidente domestico, tipo una fuga d'olio sul pavimento com'è accaduto poco fa, e allora prendo il rotolo di carta assorbente (riciclata) e lo srotolo in quantità industriali.
Riciclo e srotolo alla ricerca di un impossibile equilibrio.
Mi sa che è più quello che srotolo di quello che riciclo.
Questo dà l'idea del numero di incidenti domestici che si verificano nella mia cucina.
Ma questo spiega anche perché vivo sola.
E' TEMPO DI RICICLARMI

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